Descrizione estesa
Il Comune di Rapolano Terme in collaborazione con Fondazione Musei Senesi, Fondazione Monte dei Paschi di Siena, Vernice Progetti Culturali, il Gabinetto Scientifico Letterario G.P. Vieusseux e l’Archivio Giuseppe Zigaina presentano la mostra "Pasolini. Pitture, Paesaggi, Persone", un progetto a cura di Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti che aprirà l’11 ottobre 2026 e proseguirà fino al 10 gennaio 2027 presso l’Antica Grancia di Serre di Rapolano (Siena).
La mostra si concentra su uno degli aspetti più inediti della produzione artistica di Pier Paolo Pasolini, indagando la sua attività pittorica legata alla rappresentazione del paesaggio e della figura umana. Il percorso espositivo racconta il Pasolini pittore e il suo profondo legame con le campagne, radice da cui sono scaturite alcune delle sue riflessioni sulla mutazione antropologica italiana. In un canto continuo dedicato alla terra e all'indissolubile giustapposizione tra il paesaggio e le persone che lo vivono, la sede dell'Antica Grancia di Serre di Rapolano, storicamente una delle tenute agricole del Complesso del Santa Maria della Scala, già Museo dell’Olio, si rivela il luogo ideale per ospitare un itinerario contemporaneo: recentemente sottoposta a ingenti lavori di adeguamento e restauro, la Grancia torna oggi a celebrare l’ancestrale rapporto tra le campagne e l’azione antropica.
L’allestimento parte da una sala dedicata alla Biblioteca di Pasolini, con alcune delle prime edizioni dei suoi scritti provenienti dalla Biblioteca e dall'Archivio del Gabinetto Scientifico Letterario Vieusseux di Firenze, e prosegue con un approfondimento dedicato alla sua indagine sul paesaggio attraverso documenti, foto, riviste e pubblicazioni. La sezione dedicata alle opere pittoriche si apre con un omaggio al maestro, Roberto Longhi, con il quale Pasolini intrecciò un sodalizio fondamentale durante gli anni universitari e lungo tutto il suo consolidamento intellettuale. Viene evidenziato il profondo debito formativo che l'artista riconobbe sempre a Longhi: una lezione incentrata sulla capacità di leggere criticamente il testo figurativo, di "impaginare" la visione pittorica e di selezionare i soggetti, elementi che influenzeranno in modo determinante non solo la sua pittura, ma anche la sua produzione cinematografica.
Successivamente, si susseguono opere di Pasolini che, attraverso varie tecniche, mostrano soggetti come il paesaggio e alcune figure umane, fino ad arrivare agli autoritratti e ai ritratti di persone vicine all’artista, tra figure di spicco e amici.
Una sezione è dedicata al disegno che ha accompagnato gran parte delle riprese di Pasolini e il lavoro di scrittura dei film: le opere illustrano come questa sua passione per il disegno fosse strumentale sia per la scrittura cinematografica, sia come piacere personale, specialmente durante le riprese del film Medea, uscito nel 1969 con protagonista Maria Callas alla sua prima esperienza di attrice cinematografica.
La mostra offre poi una ricerca dedicata alla laguna con opere di Pasolini e di Giuseppe Zigaina, pittore friulano grande amico e figura chiave per l’intellettuale. In questi lavori si trovano analogie negli sguardi dei due artisti nei confronti della laguna e, più in generale, in relazione al paesaggio, evidenziando una vicinanza nel modo di osservare la natura nel suo carattere più umano. È proprio la natura a chiedere di essere protetta e rispettata, nonostante l’atteggiamento dell'uomo spezzi il dialogo con essa, mancando di rispetto anche al lavoro di contadini e braccianti e provocando una forte distruzione di questo prezioso equilibrio. La tematica del rapporto uomo-natura evoca le riflessioni maturate da Pier Paolo Pasolini, dalla poesia, al cinema, alla letteratura, alla saggistica, ed emerge anche nel suo corpus pittorico. Ciò si collega all’azione cinematografica Omelia Contadina realizzata dall’artista francese JR insieme alla regista italiana Alice Rohrwacher, presentata a completamento del percorso espositivo.
Il progetto di mostra è completato dal catalogo edito da Sillabe (Livorno) che raccoglie, oltre ai testi dei curatori Daniela Ferrari e Riccardo Maria Balzarotti, contributi di Federico Abate, dottorando in storia dell’arte all'Università di Siena e specializzato sui rapporti tra Roberto Longhi e i collaboratori, Marta Ghigi, storica dell’arte contemporanea, di Francesca Agostinelli, responsabile dei progetti di valorizzazione della Casa del pittore Zigaina a Cervignano del Friuli, e di Franco Zabagli, filologo e critico letterario, a lungo curatore del fondo di manoscritti di Pier Paolo Pasolini presso il Gabinetto Vieusseux.
L'esposizione è realizzata con la partecipazione dell'ERPAC - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e ha il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Siena e del Centro Studi Pier Paolo Pasolini; in collaborazione con LivinGrancia e UniCoop Firenze; con il contributo di Estra e la mobility partnership con at - autolinee toscane.
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Foto in alto: Autoritratto con la vecchia sciarpa (1946). Fondo Pier Paolo Pasolini, Archivio Contemporaneo A. Bonsanti, Gabinetto Vieusseux © PIER PAOLO PASOLINI, by SIAE 2026
Foto in basso: Giuseppe Zigaina, Pier Paolo Pasolini disegna nell’isolotto di Mota Safon nella laguna di Grado, 1970 © Archivio Giuseppe Zigaina